Non sono fatta per correre. Se dovessi correre cadrei a terra dopo cinque metri e dovrebbero soccorrermi con più bombole di ossigeno. Però cammino. E qui non mi batte nessuno. Metti domenica scorsa: bella giornata, voglia di uscire e niente soldi in tasca. Che fare? Una bella passeggiata per Roma, ovvio!

Decido di trascinare il mio compagno a visitare tutte quelle zone di Roma che non ha mai visto (o almeno una parte) e qualcuna che non ho visto io. Preparo un bel programma e partiamo con pranzo al sacco.

Punto di partenza: stazione Termini, ore 10,20 circa. Dribblando orde di turisti ed autobus arriviamo, freschi come delle rose, a Santa Maria degli Angeli. Purtroppo non riusciamo ad evitare il semi perenne banchetto “una firma contro la droga”, lo trovi ovunque, c’è da decenni, è un po’ itinerante e ancora non si capisce dove vadano a finire i soldi che ti spillano. Il ragazzo ci sta per apostrofare e il mio compagno lo anticipa “la droga è già illegale” “ma noi siamo i ragazzi della curva del Milan” gli fa questi con un sorrisone come per dire “ti sto turlupinando a dovere”. Lasciamo perdere. Entriamo finalmente nella basilica con l’intenzione di uscire, poi, nel cortiletto interno che è una delizia. Una pia intenzione. C’è la messa, di conseguenza metà basilica è chiusa. Usciamo quindi con le pive nel sacco ma non ci abbattiamo, c’è ancora tanto da vedere. Prossima tappa: Santa Maria Maggiore.

Santa Maria Maggiore con messa

Santa Maria Maggiore con messa

No, non è il giro delle sette chiese, è che a Roma ce ne sono di così svariate e interessanti, per i più diversi motivi, che forse non avete idea. In questo caso il motivo della visita è la tomba del Bernini, quella che si trova nel gradino, avete presente? Ecco quindi che arriviamo tutti speranzosi in vista della Basilica che sorge davanti a noi… dietro le transenne. Hanno chiuso tutto per motivi di sicurezza e si fa la fila per entrare. E va beh, facciamo la fila, passiamo sotto il metal detector (cosa non si fa per il Bernini), entriamo… c’è la messa. Dev’essere proprio un orario infame. Tomba inavvicinabile e delusione latente, ci avviamo all’uscita e scendiamo per via Cavour, direzione: Salita dei Borgia.

Il mio compagno comincia a lamentare qualche doloretto: mi fa male la scapola, ho dolore all’anca, ho fame… 25 anni ed è un cerotto ambulante. Soprassediamo.

Salita dei Borgia

Salita dei Borgia

Dicevo, salita dei Borgia o vicolo scellerato, come più vi aggrada. Numerose le leggende su fatti di sangue, io vi posso dire che è scenografica, bellissima e non ho visto aggirarsi alcun fantasma (per ora). Il verone e l’edera che ricopre parte del palazzo, la fanno da padrone. La musica di un suonatore di fisarmonica che arriva da sotto l’arco, ti fa sentire catapultata in una dimensione onirica da cui non hai assolutamente voglia di uscire. Incantata, vieni ridestata dal via vai di turisti, residenti e dalla strada semi chiusa per via della maratona.

"Perchè non parli?"

“Perchè non parli?”

Saliamo le scale e sbuchiamo a San Pietro in Vincoli, famosa per via del Mosè di Michelangelo. Sempre visto in fotografia, finalmente lo vedo dal vero. Imponente. Evitate di accendere le luci, se potete, gli danno un’aria giallina e malaticcia che poco si confà a cotanta scultura. Pensare che l’artista abbia girato il volto della statua, con relativa torsione del corpo, dopo 25 anni dalla creazione, fa capire l’assoluta bravura di Michelangelo scultore. (Fonte wikipedia )

Usciamo, il sole comincia a dar fastidio. Per la gioia di Andrea, il mio compagno, è quasi ora di mangiare. Andiamo quindi al Parco Traiano e al Colle Oppio alla ricerca di una panchina libera e all’ombra, dove poter mangiare e riposare, circondati da antiche rovine e bambini che giocano. Dopo tanto girare (e quella no, lì non mi piace, là nemmeno), finalmente troviamo una panchina di marmo all’ombra, leggermente defilata e tranquilla, dove ci rifocilliamo a dovere e dove riscopro il piacere di dar da mangiare ai piccioni.

Ninfeo del Colle Oppio

Ninfeo del Colle Oppio

Finita la pausa e accompagnata dai lamenti di Andrea (mi fanno male i piedi, mi fa male dietro il ginocchio), arriviamo alla fontana Ninfeo, sempre al Colle Oppio, luogo piacevolissimo, rilassante, un piccolo gioiello. Soprattutto se fosse mantenuto un po’ meglio.

 

Fine della prima parte

 

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